Owsla

L’idea che sta dietro al progetto dei Fall Of Efrafa è parzialmente basata sulle sfumature politiche del libro “La Collina dei Conigli” di Richard Adams. Nel libro, “Efrafa” è una conigliera fascista dove le donne non hanno diritti e le vite sono oppresse da una dittatura.

Pensiamo che questo libro parli delle istituzioni politiche umane in una maniera metaforica che non ha pari, e abbiamo quindi deciso di basare parte dei testi delle nostre canzoni su di esso.

L’”Efrafa” rappresenta la crudele invasione dell’uomo sulla terra, l’”Ausla” il mondo naturale e il suo tentativo di difendersi.

Owsla1 è il primo dei nostri tre lavori, complessivamente chiamati The Warren Of Snares2.

Come gruppo incoraggiamo la gente a parlare più apertamente di diritti animali e a battersi per una società meno dipendente dagli animali non-umani. È facile etichettare questa nostra attitudine come satura di predicazione e arroganza, ma crediamo che la comunicazione sia l’unico modo che permette ad ognuno di noi di crescere personalmente. Discutere di tali questioni ci aiuta semplicemente a diventare più consapevoli delle nostre azioni, riguardino queste il cambiamento sociale e politico o la fine dell’oppressione religiosa.

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1 – Pity the weak

La caduta del regno dell’uomo

Su questa collina disprezzata

innalziamo un altro monolito

deformato dal suo stesso ego

un altro pilastro di soddisfazione

un’altra pietra miliare per l’uomo

Compatisci il debole

gridiamo ridendo

mentre gli alberi vengono abbattuti

come i potenti sono caduti

noi tagliamo le nostre radici

Una scimmia parassita

spande il suo sangue nero

oscurando il sole

appassendo nella carne giallastra

Alberelli si contorcono dove l’uomo meno li controlla

un genocidio imperfetto

Eretto su un terreno indebolito

alla fine cadde

Crollato su se stesso, crollato su se stesso

Spiegazione:

Siamo un fuoco di paglia in relazione alla longevità della vita su questo pianeta. Mentre assassiniamo un’infinità di vite e abbattiamo un’infinità di alberi, ci sentiamo padroni di ogni cosa. Nella nostra arroganza, stiamo semplicemente anticipando l’ora della nostra fine. Quando l’ultimo Homo Sapiens morirà, il mondo non morirà con lui. Non siamo una razza eletta da un qualche dio artificiale. Siamo la prima – e si spera l’ultima – specie che si è evoluta al punto da meritare l’estinzione. Ma siamo anche una specie che ha il potere di cambiare il suo futuro.

2 – A soul to bare

L’uomo costruì dio

si trascinò su un piedistallo

diede un calcio sporco ai visi delle altre specie

si incoronò come divinità

Quale animale separa questa da quella scimmia?

L’animale-uomo, trascurato e disprezzato dal pidocchio e dal leone

Godiamoci la nostra gloria, ricercata da ogni fratello

Macelliamo ogni vita, fino a quando la nostra terra non sarà macchiata e morta

Dalle nostre torri gridiamo “ogni uomo ha un’anima,

un diritto che nessuna altra bestia può meritare”

E nell’ombra i cani scuotono le loro teste

Vergogna su queste scimmie

Si è arroganti quando si sta per cadere”

Nessuna anima da sostenere

Spiegazione:

Mi appare ora ovvio che è la religione l’elemento che ha spinto l’uomo a separarsi dal resto del mondo naturale. L’umanità ha un complesso di superiorità, e possiamo incolpare la religione per questo. I suoi dettami sostengono che gli animali non hanno anima, e che dunque il loro unico fine è quello di servirci per due scopi: come schiavi e come cibo. Essendo ateo, ritengo che l’idea di anima sia un tentativo ingenuo di spiegare la nostra coscienza. Ogni vita è cosciente. Nessuna vita su questo pianeta – o altrove nell’universo se è questo il problema – ha più importanza di una qualsiasi altra. L’universo stesso è un evento complesso e al tempo stesso totalmente casuale – e il risultato dell’evoluzione e della casualità su questo pianeta è stato l’uomo – una sottospecie di scimmia che ha detenuto il dominio per gli ultimi 45.000 anni. E che ne abbiamo fatto di questo tempo? Abbiamo stuprato il mondo, ci siamo schiavizzati l’un l’altro, abbiamo distrutto un’infinità di vite nel nome della civiltà. Animali intelligenti che esercitano il loro potere come mostri. Dobbiamo cominciare a comprendere che ogni vita è uguale, e che uccidere e mangiare altri esseri viventi senza averne il bisogno (avendo dimostrato che possiamo trarre tutti i nutrienti di cui necessitiamo da fonti vegetali) è crudele e non necessario, e che gli dei che abbiamo costruito non ci offrono perdono.

3 – Last but not least

Dacci un nuovo giorno!

I nostri morti quotidiani!

Malediciamo il sole per ciò che ci fa vedere

Giacciono sparsi a terra, non possiamo offrire umiltà?

Respiro affamato, vita perduta, fede ormai morta

non possiamo offrire umiltà?

Scavatore, scava a fondo, percepisci ogni vista e ogni suono

premi il tuo orecchio contro la terra, contro il terreno

Corridore, corri via, contro la marea che si riversa

il sole picchia sul suolo trascurato

I destini presagiti non cesseranno

mentre mi portano davanti alla morte

frecce scagliate sulla mia pelle

io sono tutti, tutti sono nei miei occhi

sarò testimone della caduta di Efrafa

sarò testimone, testimone della caduta

Dacci un nuovo giorno!

I nostri morti quotidiani!

Non possiamo offrire umiltà?

Spiegazione:

La guerra è ormai perduta, una fine inevitabile.

Gli ultimi resti dell’Owsla rimangono isolati e percorrono il campo di battaglia in cerca di sopravvissuti. Molti dei loro simili sono caduti preda degli Efrafa. Ma nel momento in cui sente di essere sul punto di cedere, l’Owsla chiama a raccolta tutto il suo coraggio per continuare la battaglia. Acquista consapevolezza di quanto ha sofferto per conquistare quell’ultima possibilità di resistenza e, rinfrancata, torna a combattere. Ho scritto questo pezzo in un momento in cui stavo finalmente cominciando a trovarmi d’accordo con me stesso sul fatto che, per ottenere un cambiamento, occorre che ognuno faccia un numero maggiore di piccoli ma efficaci sacrifici. Non faccio abbastanza per cambiare le cose che mi fanno arrabbiare così tanto. Siamo tutti colpevoli di ciò, ma il prendere queste decisioni spetta all’individuo. Cambiare la tua dieta per ragioni etiche, prendere posizione contro l’ingiustizia, non consumare prodotti di compagnie che non rispettano ciò in cui credi – nessuna di queste cose può essere fatta per seguire una moda o per far colpo sugli altri: tutto ciò deve essere fatto per te stesso, perchè la sera – guardandoti allo specchio – non devi rispondere delle tue azioni a nessun altro che a te stesso. Penso che la battaglia contro se stessi sia a volte la più difficile da combattere.

4 – The fall of Efrafa

La conigliera è vuota stanotte,

il sangue sprizza sul terreno affaticato

le pelliccie verranno appese in logori gruppi

sopra le siepi

Abbiamo ormai perso la pace,

un ideale incatenato

 Loro sono i signori della guerra

saranno loro a dettare le nostre leggi

i loro piedi schiacceranno il debole

saranno loro a segnare il giorno

Nella morte lanciamo il nostro attacco, il nostro ultimo lamento

Per rovesciare le sorti, nei nostri numeri;

arriverà la fine – loro hanno la nostra paura

ma noi abbiamo la volontà

un grido di battaglia risuonerà

squillerà nella notte

e con lui giungerà la nostra ricompensa

La conigliera è vuota

Spiegazione:

Prosegue la narrazione: l’Ausla – ultima traccia del mondo naturale – gioca le sue ultime carte contro gli Efrafa. Inizialmente volevamo che le nostre canzoni seguissero un ordine narrativo inverso (partendo con la conclusione della storia, per passare poi alla parte centrale e infine all’inizio), ma eravamo anche consapevoli che l’ascoltatore avrebbe desiderato poter considerare ogni canzone come a sé stante. I testi possono quindi essere anche presi separatamente l’uno dall’altro. Questa canzone rappresenta fondamentalmente l’ultimo disperato tentativo di sconfiggere gli Efrafa. Anche quando non ci è rimasto più nulla per cui valga la pena rimanere in vita, è nostro istinto cercare di sopravvivere. Anche quando siamo terrorizzati e soli possiamo chiamare a raccolta ogni nostra energia per portare l’attacco finale.

5 – No longer human (Split con i Down to Agony)

Sotto questa pelle

non sono più umano

Rinuncio a questa carne

nel nome della vergogna

Ripudio questa specie

nel nome del rispetto

per ogni vita

che abbiamo rubato a questa terra

Siamo tutti macellai, portatori di peste,

l’anello di separazione fra uomini e bestie

Macellai

non valiamo nulla

non possediamo nulla

non abbiamo imparato nulla

L’alba della specie umana

fu testimone di questa fine

facce silenziose guardano altrove senza alcuna pietà

Nei loro occhi è evidente la capacità di sentire

Un pianto, un sorriso – emozioni che noi neghiamo

Bugiardi
non valiamo nulla

non possediamo nulla

non abbiamo imparato nulla

Nati nelle mani dell’uomo

nella morte separiamo la loro pelle dalle ossa

Corpi sgozzati cadono paralizzati
Questa atrocità deve avere fine

Una specie vegana spinse a forza della carne nel suo stomaco

Soffocò nel sangue della morte, ma ancora non ne fu sazia

Gli occhi divennero troppo grandi per quegli stomaci gonfi di ingordigia

Carnivori solo nel nome, senza averne necessità

L’uomo è ipocrita,

la sua compassione annullata da bisogni malsani

Chiediti se puoi sopportare la loro morte,

le tue parole vengono soffiate via dal loro ultimo respiro

E tutto quel che posso dire è che chiedo scusa per ciò che abbiamo fatto

chiedo scusa per ciò che abbiamo fatto

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In questo disco i Fall of Efrafa sono:

Steve – chitarra

Mikey – basso

George – batteria

Johnathan – violoncello

Neil – chitarra, pianoforte, voce

Alex – voce

Tutti i testi sono scritti dai Fall of Efrafa ad eccezione di quelli letti da Babs, tratti da:

La notizia della guerra” di Isaac Rosenberg

e “La Collina dei Conigli” di Richard Adams

Le tracce 1-6 sono state registrate, mixate e stampate da Peter Miles nell’Earth Terminal nel maggio e giugno 2006.

La traccia 7 è tratta dallo split con i Down to Agony, registrato nel novembre 2006 da Peter Miles negli Scream Studios. www.petermiles.com

Un ringraziamento speciale va ad Helen e Chris di Sound Devastation per aver impiegato il loro tempo e le loro energie nel rendere possibile questo disco. Grazie!

Ringraziamo le nostre famiglie e i nostri amici, Pete per averci registrati, i Down to Agony e tutti i gruppi con cui abbiamo suonato, tutte le persone che ci hanno aiutato ad arrivare fin qui.

I Fall of Efrafa sostengono uno stile di vita vegano.

L’uguaglianza dovrebbe essere un diritto per ogni forma di vita, non un privilegio.

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1 Ausla in italiano

2Il labirinto dei tranelli è la conigliera di Cowslip, dove i protagonisti dell’opera di Adams trovano temporanea ospitalità. Gli abitanti di questa conigliera hanno accettato di vivere in una zona ricca di cibo fornito loro dagli uomini – una riserva di caccia – anche se ciò significa la cattura e uccisione periodica di alcuni di loro, che andranno a sfamare gli appetiti umani. Nella conigliera vige l’assoluto divieto di nominare coloro che sono stati catturati: eventuali voci di dissenso provocate dalla presa di consapevolezza della loro posizione disperata potrebbero attentare al quieto vivere di cui godono.

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